Categoria: Epoca quarta

  • Il pozzo

    Poiché non so quando smetterà
    ancora bevo al pozzo
    come se non avesse fondo.

    Nella piena età,
    con la casa spezzata,
    ogni cosa ha già un numero
    così piccolo da sembrare niente.

    Quante volte ancora tornerà
    quel pomeriggio d’infanzia
    che mi abita più di qualsiasi tetto?

    Forse quattro.
    Forse nemmeno.

    Quante lune nasceranno ancora
    sopra la casa che non è più mia
    mentre cerco un altro luogo in cui restare.

    Quante volte prenderò in braccio
    la bambina che sta già crescendo
    sentendo per un attimo
    che anche questo sta finendo
    senza rumore.

    Quante volte ancora
    un corpo nuovo mi attraverserà come un fiume
    come se l’acqua potesse perdonare
    e l’amore ricominciare senza memoria.

    Quante sere berrò ancora
    una birra con l’amico che sa il mio vero nome
    mentre fuori il lavoro
    e gli altri
    tutto deve ricominciare.

    Tutto sembra senza riva.
    Eppure ogni gesto è già contato.

    Una stanza più piccola.
    Un amore sotto un’altra luce.
    Un paese in cui un giorno
    il corpo dica ancora: qui.

    Il pozzo non è inesauribile.
    Lo scopriamo soltanto
    mentre continuiamo a bere.