Poiché non so quando smetterà
ancora bevo al pozzo
come se non avesse fondo.
Nella piena età,
con la casa spezzata,
ogni cosa ha già un numero
così piccolo da sembrare niente.
Quante volte ancora tornerà
quel pomeriggio d’infanzia
che mi abita più di qualsiasi tetto?
Forse quattro.
Forse nemmeno.
Quante lune nasceranno ancora
sopra la casa che non è più mia
mentre cerco un altro luogo in cui restare.
Quante volte prenderò in braccio
la bambina che sta già crescendo
sentendo per un attimo
che anche questo sta finendo
senza rumore.
Quante volte ancora
un corpo nuovo mi attraverserà come un fiume
come se l’acqua potesse perdonare
e l’amore ricominciare senza memoria.
Quante sere berrò ancora
una birra con l’amico che sa il mio vero nome
mentre fuori il lavoro
e gli altri
tutto deve ricominciare.
Tutto sembra senza riva.
Eppure ogni gesto è già contato.
Una stanza più piccola.
Un amore sotto un’altra luce.
Un paese in cui un giorno
il corpo dica ancora: qui.
Il pozzo non è inesauribile.
Lo scopriamo soltanto
mentre continuiamo a bere.