Rinascita per Amor d’una donna gentile

In tempo di gravame e di tormento,
quando l’alma mia, già disfatta e rotta,
giacea fra ombre di morte, e senza scotto
piangea l’aspro dolor del suo cimento,

venne colei che porta in viso intento
lo lume onde Natura tutta è dotta,
e con dolcezza in atto e voce accorta
mi trasse fuor del mio mortal spavento.

Ella mi disse: “Alzati, spirto stanco,
ché non se’ fatto per giacer in pianto,
ma per ardere in foco puro e franco.”

E nel suo sguardo, più che ne l’incanto
d’un ciel sereno o d’un ruscello bianco,
sentii rinascere il mio core infranto.

Or vivo, ché per lei fui risanato,
e d’una nova vita son vestuto,
ché d’Amor vero fui rinvigorato:
non più dolore in me ha saldo tributo,
ché il suo abbraccio, più d’un fonte beato,
mi fe’ di novo spirto e cor costruto.

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